Da giorni sulla carta stampata e sui social network trovano sempre più spazio gruppi e comitati che contrastano apertamente la realizzazione di opere infrastrutturali tra cui, principalmente, quella relativa alla realizzazione del così detto “doppio ponte di Vallina”.

Il Partito Democratico di Bagno a Ripoli, Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina e San Godenzo ribadisce congiuntamente e con forza l’importanza di questa opera e delle opere infrastrutturali direttamente correlate alla realizzazione del doppio ponte.

Il nostro territorio soffre in modo critico le problematiche derivanti dall’avere un sistema viario ormai obsoleto e l’intera area sconta inevitabilmente il gap con le altre realtà dell’hinterland fiorentino.

Le colline a est di Firenze sono da sempre un luogo dove è stata posta particolare attenzione alla tutela del territorio rendendo possibile, nel tempo, la crescita e lo sviluppo di un settore turistico-ricettivo di qualità, collegato a produzioni artigianali e agricole di eccellenza nonché alla creazione di servizi qualificati. Oggi una pianificazione sempre più incentrata su tale vocazione, così come il rafforzamento di alcuni settori strategici – dove la presenza di aziende di calibro internazionale può essere determinante – si scontra con la mancanza di un sistema di collegamenti consono ai bisogni del territorio. Questo influisce quotidianamente sulla vita di cittadini e aziende.

Negli anni abbiamo anche assistito alla chiusura di molte realtà produttive nell’intera area a sud-est di Firenze, fenomeno oggi certamente accentuato dalla crisi, ma causato anche da un sistema infrastrutturale e logistico ormai insufficiente e di chiara matrice novecentesca. Come ben sappiamo lo sviluppo di un territorio è infatti conseguenza del sistema infrastrutturale di cui è dotato e la realizzazione di un’opera strategica come il “doppio ponte di Vallina” può rappresentare un’opportunità di ripresa dello sviluppo delle aree artigianali che oggi vivono un momento di depressione.

Anche per queste ragioni sempre più persone sono portate a spostarsi per lavoro verso l’area metropolitana di Firenze, congestionando in modo sempre più grave il sistema viario esistente che attraversa i centri abitati di Sieci (Pontassieve), Compiobbi (Fiesole) e Vallina (Bagno a Ripoli) oramai densamente popolati, con il conseguente peggioramento della qualità vita dei cittadini che li abitano. La maggior parte di questi centri abitati sono cresciuti nel tempo fino a diventare un’unica conurbazione di oltre 10.000 abitanti dove la SS 67 è l’unica via di collegamento ed è attraversata da una media di 17.000 veicoli al giorno.

Appare dunque chiaro che la realizzazione di questa opera, oltre a migliorare il traffico sulle due arterie stradali principali di collegamento con la città, collocate sulle due sponde dell’Arno, risulta un primo indispensabile tassello per il miglioramento della SS 67 Tosco-Romagnola, che dovrà essere completato dalla variante dell’abitato di Rufina e, in previsione, da quella dell’abitato di Dicomano. Quest’ultima, tra l’altro, raccordo con l’accesso al “Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna”.

Tali opere andrebbero anche a beneficio della viabilità sulla SR 69 in direzione di Arezzo e sulla SP 34 in direzione del Casentino.

Queste non sono “grandi opere”, come qualcuno invece vorrebbe far credere per creare divisione e timore fra la cittadinanza.

Sono, al contrario, opere importanti e strategiche per la vita, la crescita e la sopravvivenza di un’area a forte vocazione artigianale e agricola come lo sono la Valdisieve e il Valdarno Superiore.

La realizzazione del “doppio ponte di Vallina” non è in contraddizione con la necessità di incrementare e migliorare il trasporto pubblico, con particolare riferimento a quello su ferro. Tale opera infatti garantirebbe un miglioramento dell’accesso ai mezzi pubblici dell’area metropolitana e di conurbazione fiorentina, anche in relazione alla futura realizzazione della linea 5 della tranvia cittadina nell’abitato di Bagno a Ripoli, riducendo così sia i mezzi privati che attraversano la città di Firenze sia l’immissione di agenti inquinanti nell’atmosfera.

Per queste ragioni il Partito Democratico di Bagno a Ripoli, Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina e San Godenzo condivide e sostiene la modifica al tracciato della Strada Statale 67 e la realizzazione del “doppio ponte di Vallina”.

Tale opera, per noi prioritaria, consentirebbe di collegare l’intera area alla città di Firenze e a infrastrutture importanti quali appunto la futura tranvia o il già esistente passante autostradale e si andrebbe oltretutto a migliorare la qualità della vita nei centri abitati di Sieci (Pontassieve), Compiobbi (Fiesole) e Vallina (Bagno a Ripoli) dove oggi l’intenso traffico costituisce un reale problema ambientale e di sicurezza per i nostri cittadini.

L’intera area risulterebbe finalmente ben collegata alla città di Firenze per mezzo di un’adeguata rete infrastrutturale in grado di facilitare da una parte i cittadini e i lavoratori che si muovono ogni giorno verso Firenze e dall’altra lo sviluppo economico del territorio rendendo più accessibile il raggiungimento delle nostre zone di pregio paesaggistico.

f.to

Gian Bruno Ravenni
Unione Comunale Pd Bagno a Ripoli

Patrizio Latronico
Unione Comunale Pd Dicomano

Gino Gratelli
Unione Comunale Pd Londa

Deborah Tini
Unione Comunale Pd Pelago

Tommaso Valleri
Unione Comunale Pd Pontassieve

Guido Mori
Unione Comunale Pd Reggello

Antonio Ermini
Unione Comunale Pd Rignano sull’Arno

Davide Majone
Unione Comunale Pd Rufina

Sandra Primarti
Unione Comunale Pd San Godenzo

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