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Con il presente documento la Segreteria del Partito Democratico di Pontassieve intende tracciare una proposta nel merito “Area Ferroviaria”, partendo da un’analisi del territorio che descriva soluzioni compatibili per tutti i problemi della “città di Pontassieve”, dalla mobilità, al trasporto pubblico, della necessità di raccordare zone del paese, dell’effetto dell’inquinamento, della sostenibilità ambientale, dell’impatto sociale e delle interconnessioni con il sistema metropolitano.

Da un esame del Documento di Piano Attuativo e dei documenti ad esso correlati, emergono alcune criticità sulle quali intendiamo soffermarsi, con particolare riferimento alle ricadute che l’attuazione potrebbe avere sul sistema pontassievese.

L’obiettivo, attraverso uno sforzo analitico e interpretativo è quello di contribuire a produrre uno scenario suggestivo, complesso e articolato dello sviluppo del territorio nei prossimi decenni, partendo da uno stato attuale, rappresentato da un terreno in pieno centro del capoluogo, dismesso dalle ferrovie dello stato, acquistato nel 1999 con la bonifica a carico del Comune di Pontassieve ma con la consapevolezza che il problema della bonifica non debba condizionarne la destinazione.

Per questo dovrà emergere un ruolo centrale del Comune stesso per il coordinamento e la regia di tutte le attività che implicano trasformazioni sul territorio e per la quale dovranno essere attivate richieste di aiuto e sinergie ad enti superiori. Pertanto questo contributo assume tale ruolo, come elemento di supporto a scelte che l’amministrazione comunale dovrà presto compiere.

Il progetto “Housing Sociale” dovrebbe prevedere l’offerta di alloggi, azioni e strumenti rivolti a coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata, la cosiddetta fascia grigia. Non si tratta di progettare solo edifici all’interno dei quali sia possibile accedere a un alloggio a canone calmierato, ma partecipare attivamente alla sperimentazione di nuove, o rinnovate, forme dell’abitare. Si tratta di una progettazione integrata con un approccio interdisciplinare mirato all’analisi, progettazione e gestione sociale, prima ancora che architettonica.

Preliminare è quindi un’indagine dei bisogni in una prospettiva che tenga conto dell’evoluzione demografica, economica, e dei flussi di residenza. Si tratta quindi di esaminare, progettare e gestire molti aspetti sociali/relazionali. Tra gli aspetti da tenere in considerazione per una corretta progettazione sono l’adozione di stili di vita sostenibili e di soluzioni edilizie che evitino l’altro consumo di territorio, favorendo il recupero edilizio del costruito e l’utilizzo dell’esistente. Il Partito Democratico, attraverso aree tematiche e di approfondimento, è partito da un’analisi del territorio e dei suoi problemi, evidenziando come la domanda di insediamenti residenziali nella Valdisieve sia molto bassa e così l’incremento demografico degli ultimi anni sia pressoché inesistente. Appare, quindi, inutile prevedere oggi importanti trasformazioni a carattere residenziale, mentre si potrebbe procrastinare questa decisione e concentrarsi a risolvere i problemi a oggi insoluti.

Nell’area ferroviaria, delle quattro unità d’intervento previste all’interno dei due ettari che da piazza della Stazione si estendono fino alle cantine Ruffino, il progetto di housing sociale con i suoi 8.000 m2 di superficie, si caratterizza come quello predominante. Cento nuove unità immobiliari, suddivise in due blocchi edificatori di oltre 20 m di altezza, “schiacciati” sulla via Aretina. Ciò creerebbe un impatto urbanistico e sociale senza precedenti alla quale il nostro Comune non è in grado di provvedere in termini di quotidiano. Tutto questo in uno scenario che ha visto crollare le compravendite e con un’enorme disponibilità di case sfitte e invendute sul nostro territorio. Pensiamo che un ulteriore intervento residenziale, così come proposto, abbia come risultato un mancato successo dell’iniziativa con il conseguente permanere del disagio abitativo, aggravato dalla perdita economica degli investitori. La difficoltà di accesso al mercato immobiliare da parte della cosiddetta fascia grigia della popolazione, che non ha diritto all’assegnazione di case popolari ma che ha problemi nel pagare affitti non calmierati sta, a nostro avviso, nel mediare tra i proprietari di alloggi esistenti sfitti e le famiglie in difficoltà.

Questo oltre essere immediatamente attuabile, potrebbe consentire il convogliamento dei finanziamenti del social housing e di evitare le gravi conseguenze sociali che si avrebbero realizzando un modello di quartiere in cui si concentrano tutte le fasce “grigie”. A Pontassieve esiste ancora il muro delle ferrovie, fra qualche anno non possiamo permetterci di averne un’ancora più alto peraltro con gravi disagi sociali.

Non è inoltre fatta alcuna riflessione sulla dotazione residenziale che potrebbe essere realizzata nella restante parte di area ferroviaria, di oltre sette ettari che prevede una potenzialità edificatoria per destinazioni residenziali di oltre 20.000 m2 di SUL.

Occorre affrontare in un’ottica di nuovo regolamento urbanistico:

  • La centralità di Pontassieve, come polo per la Valdisieve e l’area metropolitana, in quest’ottica consideriamo strategico l’inserimento della Casa della Salute in questa area.
  • Prevedere opere d’interesse pubblico a corredo dell’intervento, come invece indicate dalle funzioni del piano, guida (es. riqualificazione terminal bus-station, p.za Gramsci, Parco Rimembranza come porta di accesso alla città ecc.).
  • L’opportunità di collegamenti fra la zona nord e sud del paese, un raccordo con il centro storico esistente.
  • Adeguate dotazioni di parcheggi approfondendo gli studi sia per sopraelevato sia sotterraneo.
  • Una visione globale per i restanti ettari di superficie delle ferrovie dello stato, attualmente in vendita ma, fino al novembre 2013, parte di un piano guida globale. Alcune necessità potrebbero essere soddisfatte da alcuni interventi nell’area interessata.
  • Delineare linee di indirizzo e programmazione per il governo in merito al bisogno di “edilizia pubblica abitativa” fra il Comune di Pontassieve e la L.o.d.e., di cui fa parte oltre a essere socio di Casa s.p.a., su questo chiediamo un’immediata apertura di un vero e proprio tavolo di concertazione.
  • Reperire le risorse per 1,8 milioni di euro da pagare alle ferrovie con scadenza nel 2016 secondo contratto già stipulato e come di gestire i 1.000 m3 attualmente occupati dal DLF.

Per questo proponiamo di:

  1. Modificare la previsione di edilizia residenziale dall’area ferroviaria e di cambiare la strumentazione urbanistica vigente che qualche mese fa ha partorito un piano, attutivo figlio di un piano guida, risalente a 15 anni fa, con condizioni generali assolutamente diverse da quelle attuali.
  2. Attuare un’immediata politica di social housing tra i proprietari di alloggi esistenti sfitti e la popolazione in difficoltà
  3. Prevedere la realizzazione di un vero parcheggio scambiatore, su più piani fuori terra o sotterraneo, per la stazione e il centro di Pontassieve, con l’utilizzo di sistemi tecnologici (es. pannelli fotovoltaici) per la produzione di energia alternativa. La dotazione dovrà essere molto maggiore di quella prevista, su modello dei P+R europei e come risposta alla futura offerta di un migliore trasporto pubblico globale di area metropolitana. La “città di Pontassieve”, proiettata nel ventunesimo secolo, anche attraverso la pianificazione dell’area ferroviaria dovrà inserirsi nel dibattito politico in corso sui futuri assetti ferro-tranviari.
  4. Ripristinare il naturale passaggio fra la zona nord e sud pensando a una ricongiunzione fra Piazza Gramsci e Via Verdi almeno a livello pedonale e ciclabile.
  5. Riqualificare l’area dismessa con un mix funzionale e sociale, mescolando le funzioni abitative già esistenti in tutto l’intorno con funzioni per il tempo libero, l’aggregazione la socialità (musica, cinema, spazi polivalenti, centro giovani), lo sport, la cultura e l’entertainment, contrastando la monofunzionalità prevalentemente residenziale di Pontassieve che rischia di farlo divenire un paese dormitorio.
  6. Pianificare i due ettari di proprietà comunale, così vicini al centro e alla stazione, come occasione di promozione pensando alla valorizzazione delle nostre tipicità (agricoltura, vini, pelletteria ecc.) creando occasioni di lavoro in loco.
  7. Riprogrammare totalmente il ruolo del nostro territorio all’interno della città e poi dell’area, ancora più vasta, metropolitana di Firenze. Per tutto quanto sopra esposto e considerando che son passati quindici anni dalle previsioni del piano regolatore, sarebbe prima necessario aggiornare questi dati e dotarsi di un nuovo strumento di pianificazione urbanistica. Ciò renderebbe possibili anche altre previsioni di realizzazione, più compatibili, considerando che l’UTOE del capoluogo è da anni bloccata nella prospettiva di realizzazione a seguito della previsione dell’area ferroviaria.

Il processo di progettazione ed elaborazione della destinazione dell’area ferroviaria dovrà prevedere un coinvolgimento del Partito Democratico della Val di Sieve e dei relativi comuni.

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Unione Comunale dei Circoli del Partito Democratico sul territorio di Pontassieve. Account di servizio.